venerdì 9 novembre 2012

8 domande per 8 volontari: Marian

Da dove vieni?
Iniziamo con questa domanda filosofica.
Da dove vengo? Chi sono? Dove vado?
Senza voler affermare di conoscere il segreto dell’umanità posso almeno scrivere onestamente: Sono cresciuto in un villaggio di nome Winzenhohl, vicino alla città d’Aschaffenburg nella parte più settentrionale e occidentale della Baviera, Germania. Questo porta con se che non so pronunciare la R e che preferisco il vino alla birra.
Come sei arrivato qui? 
Col Frecciargento da Verona via Bologna. Avevo deciso di viaggiare in treno per ragioni ecologiche, economiche e perché andando con le ferrovie si vede di più. Allora il 1° ottobre ho preso un treno da Aschaffenburg a Monaco di Baviera (insieme con dei turisti che volevano andare alla Festa della Birra e uomini d’affari), poi un’altro treno fino a Verona (dove avevo assolutamente bisogno di bere un caffé con due cuchiaini di zucchero) e poi, infine, il Frecciargento fino a Campo Marte. Dopo 11 ore sono arrivato qua. Sono sopravissuto alle Alpi e all’area stantia nei vagoni,al la mancanza di spazio per le valigie in ogni treno, due stazioni completamente sconosciute e alla fine anche al traffico qua in città.

Di che cosa ti occupi durante il Servizio Volontario Europeo?
Secondo il mio contratto lavoro presso il Comune di Firenze, nella Palestra Informatica del Centro Anziani Grillo Parlante in Via Palazzuolo. Là cittadini “over 55” imparano l’uso del computer. Durante i tre corsi (Base, Intermedio ed Avanzato) maneggiano sia Word sia la Rete, scrivono e-mail, scaricano file e li organizzano nelle varie cartelle in modo condivisibile. Soprattutto I principianti hanno spesso bisogno d’aiuto: “Fermatevi, mi sono perso!” – “Un attimo, dove clicco?” – “Aiuto! Cosa significa questo simbolino qua nell’angolo?” Col tempo al turno basta dare un’occhiata ogni tanto per controllare se tutto sia a posto e dare una mano quando te la chiedono.
In più – oppure in cambio -  anche l’Ufficio Volontariato del Comune di Firenze del piano di sopra anche ha qualcosa da fare per me: Si traducono lettere italiane in tedesco o vice versa o si lavora nel programma virtuale al volontariato.

Come ti trovi a Firenze? 

Dopo un mese posso dire: Sono proprio arrivato. C’è già un po’ di routine, so dove posso fare la spesa (e con quale tessera posso raccogliere punti), conosco la differenza fra il Pane Toscano e quello Pugliese, porto sempre un’ombrello con me, ho già bevuto caffé cattivi e buoni, ho capito la differenza tra I negozi “Vintage” e “Seconda Mano” (Ha a che fare con il prezzo… Soprattutto.), conosco i ponti che collegano Oltrarno col resto della città (Forse è anche vice versa?), riesco ad evitare i posti più turistici, ho sentito qualche Messa italiana, so usare la lavatrice essattamente per il tempo che il bucato ancora bagnato ci mette per asciugarsi ecc.
Brevemente: Sono proprio arrivato.
E come te la cavi con la lingua italiana? 
Dal mio punto di vista: Abbastanza bene. Questo avrà anche a che fare col fatto che in una situazione in cui parlano tante persone faccio il sordo e mi concentro su qualcos’altro.
No, sinceramente: Mi mancano un sacco di parole di cui si avrebbe bisogno durante la vita quottidiana (ammorbidente, misurino, frustra, cartella sono esempi per parole che ho sconosciuto qua) mentre conosco tante parole speciali che si trovano in una relazione con temi che abbiamo tratto a scuola (stazione ecologica, cordone ombelicale, gas serra, spazzatura indegradabile, clonazione terapeutica e così via). Però durante la mia vita qua naturalmente arricchio il mio vocabolario.

Oltre all’italiano, quali sono i tuoi interessi? 
Avendo fatto l’esame di maturità in maggio e giugno di quest’anno conosco solo la parte teoretica dei miei interessi, l’aspetto pratico mi manca ancora. Inoltre sto scopriendo novità che mi colpiscono o che mi incuriosiscono ogni tanto. Sono interessato alla storia, soprattutto quell ache tratta la vita quottidiana passata, cioè l’alimentazione, la moda, la vita seguendo i tempi festivi e i tempi del lutto ecc. Ma è anche l’arte che mi piace (in teoria!), la letteratura (Forse dove non ho una scelta troppo grande di libri tedeschi riesco a leggere finalmente qualche classico tedesco – e forse anche quelli  italiani (Il Gattopardo?).), idee religiose e/o filosofiche (riguarda domanda numero 1), la cucina I lavori nel giardino (Dalle nostre parti, nel paesino dove sono cresiuto io, la terra è abbastanza pesante e sterile, per questo preferisco mastelli con composta, terra comprata, sabbia e – se disponibile – ceneri dentro per la verdura. Usare mastelli mi sembra essere un po’ più il modo italiano.)
Che cosa ti aspetti da questa esperienza? 
Niente. Per me non bisogna che il Servizio Volontario Europeo abbia qualsiasi effetto pratico, non ho una meta qua. Per me fare il Servizio Volontario Europeo significa soprattutto un cambiamento totale: Vivere da altre parti, vedere qualcos’altro, fare qualcos’altro. Ma non mi aspetto niente. Dopo, forse posso dire: Ecco che esperienza che ho fatto, ecco cosa ho imparato. Però io non sono qua per un certo scopo. Ma per voglia.
Che progetti hai per il futuro? 
La risposta tedesca classica sarebbe: Costruire una casa, procreare un bambino, piantare un albero. Una volta era tutto quello che un’uomo [?]  doveva [sic!] fare. Una casa, non credo che la voglia costruire (Se bisogna averne una, o basterà comprarla o lasciarla costruire, non ce la farei e non mi andrebbe.) – però sono ancora giovane, chissà. Un bimbo – vedremo. A casa qualche persona buffa, sentendo che sarei stato a Firenze per nove mesi, diceva subito: “Basterà per una gravidanza.” Allora, da domani restano ancora otto mesi, allora non basterà più. Ho già visto crescere qualche albero in giardino, di mela, di pera, di ciliegia, di fico, di gelso, aceri, castagni, tuie, conifere. E sicuramente non saranno tutti.

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